Un sorso di cultura

GIUSEPPE SOMMARUGA (1867-1917). Un protagonista del Liberty in Italia tra architettura ed arti applicate

Locandina mostra SommarugaA Varese (dal 28 maggio al 31 luglio) e Milano (dal 22 giugno al 25 luglio), città notoriamente votate al Liberty, l’istituzione Italia Liberty propone un percorso di scoperta e riscoperta delle opere architettoniche e artistiche dell’eminente architetto Giuseppe Sommaruga, curato da Vittorio Sgarbi e Andrea Speziali nel centocinquantesimo dalla nascita.

Giuseppe Sommaruga (Milano 11 luglio 1867 – 27 marzo 1917) è figura di primo piano dell’architettura italiana tra fine Ottocento e inizio Novecento, con particolare riferimento all’ambito milanese e lombardo. La sua opera – legata alla nascita e all’affermazione del Liberty, di cui Sommaruga è protagonista indiscusso – affronta vari temi emblematici della sua epoca: il palazzo urbano, la casa d’affitto, l’architettura funeraria, la villa urbana e di vacanza, i complessi per la ricezione turistica.
La proposta oggi di una ricerca su Sommaruga, con l’obiettivo nel 2017 di una grande mostra e di un catalogo, accompagnati da un convegno o da una giornata di studi, è legata al doppio anniversario della nascita (150 anni) e della morte (100 anni), a distanza di molto tempo dall’ultimo e più completo contributo monografico (Eleonora Bairati e Daniele Riva, Giuseppe Sommaruga: un protagonista del liberty italiano, catalogo della mostra, Mazzotta, Milano, 1982).
La ricerca mira a fornire nuove interpretazioni critiche dell’opera di Sommaruga, anche alla luce di documenti inediti, con particolare attenzione alle diverse figure professionali che vi hanno concorso: clienti, fornitori, artigiani, artisti, aziende e imprese edili. La conoscenza di questi aspetti, finora poco indagati, da un lato arricchirà il quadro storico di riferimento gettando luce sul tessuto produttivo e sulle varie competenze coinvolte nella realizzazione delle architetture, dall’altro fornirà spunti sia per lo studio dei sistemi costruttivi e dei materiali edili, sia per l’individuazione delle tecniche di restauro, che potrebbero trovare applicazione in alcune sue opere di grande valore. Tra queste il complesso di Campo dei Fiori a Varese, oggi abbandonato e in gravi condizioni di degrado.