Category : ARCHITETTURA

Mostra Paolo Mezzanotte, oltre l’architetto.

Stampe, disegni e graffiti a Milano – Spazio San Celso – dal 16 maggio al 6 giugno 2018

Con l’intento di rendere omaggio all’architetto Paolo Mezzanotte (Milano 1878 – Romanò di Inverigo, Como 1969), conosciuto al grande pubblico come l’architetto che ha progettato il Palazzo della Borsa di Milano, la mostra presenta un aspetto della sua produzione meno conosciuta, l’opera grafica.

Il progetto espositivo propone una selezione di incisioni nelle varie tecniche dell’acquaforte, acquatinta e ceramolle relative al ciclo Milano vecchia e nuova con vedute e aspetti della vita meneghina, di disegni di alcuni suoi progetti architettonici e di schizzi con cui illustrava gli scritti dedicati alla città. Sono presenti anche per la prima volta, attraverso riproduzioni fotografiche corredate dai relativi disegni progettuali, i suoi graffiti che rappresentano scene di giardini fantastici con cui decorava gli ingressi di alcuni edifici milanesi.

La figura di Paolo Mezzanotte si inserisce perfettamente in quella schiera di architetti eclettici della sua epoca, come Luca Beltrami e Camillo Boito che, forti di una vasta e approfondita cultura umanistica, intendevano l’arte come insieme armonioso di più attività complementari. L’evento è parte integrante della rassegna culturale “Milano riscopre Milano” che prevede l’organizzazione di mostre, conferenze, workshop e visite guidate all’interno della Basilica di San Celso da poco restaurata.

La mostra, curata da Erminia Giacomini Miari e Elisabetta Mero, realizzata in collaborazione con la Civica Raccolta di Stampe “A. Bertarelli”, Castello Sforzesco di Milano, è inserita nell’ambito del palinsesto “Novecento Italiano” promosso dal Comune di Milano e con il Patrocinio del Municipio 1.

Regione: Lombardia
Luogo: Spazio San Celso, Basilica di San Celso, corso Italia 39
Telefono: 02/58313187
Orari di apertura: 15-19 tutti i giorni; sabato e festivi 10-19
Costo: Ingresso libero

GIUSEPPE SOMMARUGA (1867-1917). Un protagonista del Liberty in Italia tra architettura ed arti applicate

Locandina mostra SommarugaA Varese (dal 28 maggio al 31 luglio) e Milano (dal 22 giugno al 25 luglio), città notoriamente votate al Liberty, l’istituzione Italia Liberty propone un percorso di scoperta e riscoperta delle opere architettoniche e artistiche dell’eminente architetto Giuseppe Sommaruga, curato da Vittorio Sgarbi e Andrea Speziali nel centocinquantesimo dalla nascita.

Giuseppe Sommaruga (Milano 11 luglio 1867 – 27 marzo 1917) è figura di primo piano dell’architettura italiana tra fine Ottocento e inizio Novecento, con particolare riferimento all’ambito milanese e lombardo. La sua opera – legata alla nascita e all’affermazione del Liberty, di cui Sommaruga è protagonista indiscusso – affronta vari temi emblematici della sua epoca: il palazzo urbano, la casa d’affitto, l’architettura funeraria, la villa urbana e di vacanza, i complessi per la ricezione turistica.
La proposta oggi di una ricerca su Sommaruga, con l’obiettivo nel 2017 di una grande mostra e di un catalogo, accompagnati da un convegno o da una giornata di studi, è legata al doppio anniversario della nascita (150 anni) e della morte (100 anni), a distanza di molto tempo dall’ultimo e più completo contributo monografico (Eleonora Bairati e Daniele Riva, Giuseppe Sommaruga: un protagonista del liberty italiano, catalogo della mostra, Mazzotta, Milano, 1982).
La ricerca mira a fornire nuove interpretazioni critiche dell’opera di Sommaruga, anche alla luce di documenti inediti, con particolare attenzione alle diverse figure professionali che vi hanno concorso: clienti, fornitori, artigiani, artisti, aziende e imprese edili. La conoscenza di questi aspetti, finora poco indagati, da un lato arricchirà il quadro storico di riferimento gettando luce sul tessuto produttivo e sulle varie competenze coinvolte nella realizzazione delle architetture, dall’altro fornirà spunti sia per lo studio dei sistemi costruttivi e dei materiali edili, sia per l’individuazione delle tecniche di restauro, che potrebbero trovare applicazione in alcune sue opere di grande valore. Tra queste il complesso di Campo dei Fiori a Varese, oggi abbandonato e in gravi condizioni di degrado.